MICHELA CAMPIGLI

BREVE PROFILO

Michela e Oriana sono amiche e colleghe, entrambe medico veterinario, condividono oltre alla passione per gli animali anche quella del verde in ambiente pubblico. Amano la divulgazione del verde pubblico per i cittadini e si battono per la salvaguardia dell’ambiente in ambito urbano e extraurbano.

La vicenda di Salix, il salice contorto maltrattato quando l’antropocentrismo esasperato fa spalancare gli occhi dei cittadini, ormai risvegliati ad una nuova consapevolezza del verde urbano

La vicenda di Salix, il salice contorto maltrattato: quando l’antropocentrismo esasperato fa spalancare gli occhi dei cittadini, ormai risvegliati ad una nuova consapevolezza del verde urbano.
Questa è una storia vera, non vuole essere un racconto di scontri tra persone “buone e cattive”.
Questa storia è l’espressione che qualcosa è cambiato, che continua a cambiare all’interno della società, una storia di cittadini che diventano sempre più consapevoli del ruolo estremamente importante del verde pubblico.

Una vicenda iniziata come orribile messaggio di vero e proprio maltrattamento del verde pubblico, che vuole trasformarsi in qualcosa di costruttivo per tutti noi..

Questa è la storia di Salix (come lo chiamano affettuosamente i cittadini abituati a vederlo da anni tra Via Sorio e Via Castelfidardo a Padova), un prezioso Salice contorto (Salix matsudana tortuosa) che ha servito per anni la comunità, in una strada che porta proprio al cuore della città.

Salix è stato piantato in quella specifica zona a fine anni ’70. La scelta di piantare un salice proprio in questa zona aveva una specifica ragione, quest’area era soggetta ad alluvioni continue, e si sa che i Salici amano l’acqua e le zone umide, un ragionamento che non fa una piega e che avrebbe da insegnare oggi; infatti i cittadini non hanno avuto più da lamentarsi dopo i temporali perché Salix pensava con le sue radici e le sue fronde ad assorbire l’acqua in eccesso. 

Salix è cresciuto rigoglioso fino l’era del cambiamento climatico, la particolare zona che gli era stata assegnata è stata motivo della sua sfortunata sorte, in mezzo ad uno spartitraffico, rischiava di essere pericoloso per i cittadini. 

Il destino avverso ha voluto che durante il fortunale del Luglio 2018 una delle sue branche si spezzasse, questo è stato lo spunto che ha dato il via a tutto….

A Salix completamente decimato attraverso una drastica capitozzatura viene apposto un cartello che ne dichiara la morte e per questo sarebbe stato trasformato in statua, ma era evidente che non fosse morto nonostante questo l’opera vivente viene inagurata a metà Marzo 2019.

 A Giugno 2019 date le abbondanti piogge, Salix ci meraviglia e stupisce tutti, con la resilienza tipica delle piante inizia a fare crescere le sue fronde, nonostante le profonde ferite dettate dalle necessità scultoree. 

In Luglio Salix ha una bella capigliatura, è sempre “uno spelacchio” ma i cittadini da una parte esultano e dall’altra si arrabbiano, è vero che non era morto, facciamo di tutto per salvarlo. Qualcuno inizia a dire il “quarto senza di Padova” l’albero senza vita che germoglia…

Il tre Agosto del 2019 in un pomeriggio, gli uomini decidono di eliminare le fronde, vengono gettate a spregio nel cassonetto del secco, sarebbe dovuta sopravvivere solo la scultura, così dice la voce imperante dell’uomo. 

Vigile per mesi di questa situazione dopo poche ore dall’atto atroce, rinvengo le fronde nel secchione le recupero e le custodisco per fare nuove talee.. Questo messaggio è stato atroce  e fallimentare dal punto di vista della cultura del verde urbano  e non solo…Altro che memoria storica, altro che culto del bello….

Molti bambini, con la loro sorprendente positività, hanno compiuto nei mesi, diversi disegni e lo hanno reso UN EROE, affinchè questo messaggio assuma un ruolo di lezione: Salix sarà il paladino del verde urbano portando la voce dei cittadini all’interno delle amministrazioni, affinchè non accada più una simile vicenda. 

Ah quanto ha da insegnare a tutti noi questa storia, svoltasi in centro città quando ormai tutti noi presi da mille cose non abbiamo piu’ gli occhi per guardare e scorgere al di là di quello che ci serve, sempre più rapidi e veloci.

Oggi, circa 45 piante derivate dalle fronde salvate di Salix, campeggiano in ampi giardini e fanno bella mostra di sé, dal nord a sud da est a ovest, insomma in tutta Italia.

Quest’estate 2021 Salix ci ha stupiti ancora, tra i suoi rami a mo’ di braccia è sorto un piccolo albero di Olmo, lui se ne sta lì al posto delle sue fronde, ha trovato un ottimo ambiente e ha già tre anni, pensate è riuscito in assenza di terreno e irrigazioni a superare la terza estate.

Allora cosa dire, la Natura ci dà ancora un altro insegnamento, nessuna vita al mondo è fine a sé stessa, anche quando è morta può essere utile agli altri; adesso Salix è proprio il caso di dirlo, è il 4 senza di Padova ..è proprio l’albero morto che germoglia sempre, nonostante tutto e tutti, ricordandoci la resilienza che noi uomini abbiamo dimenticato e con essa anche il nostro intimo legame con il TUTTUNO.

Michela Campigli e Oriana Marcon per Salix in mente, 8 Settembre 2021 Padova

“Se niente può far che si rinnovi all’erba il suo splendore e che riviva il fiore, della sorte funesta non ci dorrem, ma ancor più saldi in petto godrem di quel che resta” W. Wordswort