IL TUO PUNTO DI VERDE

Silenziose, pervasive, vigorose, colorate, odorose, longeve, sorgenti  di vita, di ossigeno, di alimentazione ma anche di bellezza e di preziose informazioni. Presenti ovunque, dalle dune costiere alle alte montagne, nelle città immerse nel cemento o nell’asfalto, nei parchi, tra i basolati, sui balconi,  tra le crepe delle mura o sui monumenti decadenti.

Così diverse da noi e per questo insensato motivo, quasi sempre assenti dal nostro mondo relazionale…le piante! 

Diamo nomi agli animali domestici, a quelli selvatici, siamo perfino disposti a dare un nome ad un pescetto mai incontrato sul fondale di un oceano …Nemo…. Ma avete mai sentito per caso qualcuno dare un nome ad un grande albero che ogni mattina incontra uscendo di casa?  O alla pianta che ostinatamente compra e ri-compra per abbellire il suo balcone? 

Ma il nome è importante!  non solo per i significati che include, ma perché l’atto di denominare non è uno sterile  dato tecnico  ma un processo culturale e intellettuale centrale: le piante esistono, ma per per comprenderle, perché acquistino per noi un significato, perché  ne possiamo parlare, bisogna  che abbiano un nome. Non si tratta semplicemente di riconoscere una specie ma, di scoprire, magari dietro all’obiettivo di una macchina fotografica o di un cellulare che ogni pianta racchiude in sé una “bellezza straordinaria”,  ci si accorgerà con meraviglia che la bellezza è la regola della natura. Franco Giordana diceva che riconoscere una pianta equivale a camminare tra la folla e scoprire all’improvviso un amico: subito si illuminano gli occhi e si attiva un sentimento di scambio. 

IL RESPIRO DEL MONDO – il tuo “punto di verde” è un esperimento di narrazione collettiva.

E’ necessario fermarsi un momento (almeno qualche minuto), indugiare  e posare lo sguardo su una pianta (o un gruppo di piante) del proprio quotidiano. Scegli un orario preciso del giorno o della sera in cui la luce su quel piccolo mondo ti attrae e da li prova ad immaginare un piccolo racconto, la storia di una relazione:  “io, lei, e la luce”.

Massimo 6000 caratteri,  per un testo narrativo accompagnato da 3 immagini fotografiche  che ne potenziano lo spazio espressivo circoscrivendo l’attenzione dell’autore. 
Ogni contributo costituirà un tassello di un racconto più grande offrendo storie e vicende che si intrecciano profondamente alla vita dei partecipanti e protagonisti sempre vari perché la conoscenza genera sempre nuove possibilità. Dunque un caldo invito a partecipare perché, dopo essersi soffermati, dopo aver osservato, fotografato  e immaginato, e raccontato sarà impossibile guardare al mondo vegetale con lo stesso sguardo. 

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