FULVIA SINIGAGLIA 

BREVE PROFILO

Impiegata cittadina abitante campagnola

BREVI RIFLESSIONI

Fra tante piante sei tu la prima a catturare il mio sguardo soprattutto verso il tramonto quando i colori del cielo esaltano la tua bellezza. Sei un acero campestre e in questo periodo non cessi mai di comunicarmi la necessità del cambiamento che richiede lentezza. Se ti osservo più da vicino mi rimandi a delle forme note geografiche ed anatomiche… Altre forme catturano il mio sguardo non solo la maestosità del cedro dell’Himalaya ma soprattutto il mistero racchiuso nelle pigne di straordinaria perfezione che esponi allo sguardo. Tesori nascosti, inattaccabili che noi donne nascondiamo per proteggere. Mi sembra di cogliere somiglianze nella forma e nelle funzioni. Ogni pianta ha qualcosa da dire che ci riguarda anche a noi umani. Il simbolico diventa realtà con degli esempi concreti. Nella corteccia della quercia abitata da altri organismi rifletto sulla biodiversità che diventa ricchezza in una relazione di scambio. Non mi sembra che tu soffra di questa presenza ma ti prometto di osservati più frequentemente.